Apple ai dipendenti: partecipate al Gay Pride 2014 di San Francisco

Con un memo inviato internamente, Apple ha invitato i propri dipendenti a partecipare in via ufficiale alla parate del Gay Pride che si terrà a San Francisco nel mese di giugno.
Non si tratta di un semplice consiglio, quanto di un vero e proprio endorsement della manifestazione, tanto che Apple sarà presente anche con uno stand per gestire la registrazione dei dipendenti e dei loro familiari e per offrire ai partecipanti la colazione e qualche maglietta commemorativa.

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La scelta di sostenere pubblicamente la manifestazione non sorprende. Apple, nel corso degli ultimi anni, ha più volte dimostrato la propria posizione libertaria nei confronti delle unioni omosessuali, nelle parole e nei fatti. L’azienda, così come molte altre grandi aziende della Silicon Valley (e non), offre senza distinzione gli stessi bonus familiari ai dipendenti eterosessuali e omosessuali (come la copertura assicurativa sanitaria del coniuge).

Il CEO Tim Cook ha più volte dimostrato il suo sostegno a favore di politiche pro-LGBT. Giusto il mese scorso, dal suo account Twitter ufficiale, Cook ha preso posizione sulla ENDA, la legge sulla non-discriminazione sul posto di lavoro, chiedendo al Parlamento di onorare , con un’approvazione della proposta, il 50° anniversario della legge sui diritti civili. Per sostenere la nuova legge Tim Cook aveva addirittura scritto un editoriale per il Wall Street Journal, lo scorso anno.

E non è solo “marketing”, perché queste iniziative sono già riuscite ad ottenere risultati positivi e soprattuto fattuali. Un esempio su tutti: l’intervento di Apple contro una legge statale dell’Arizona che avrebbe discriminato gli omosessuali sul posto di lavoro è stato utile perché sulla legge arrivasse il veto degli organi legislativi statali.
La legge, se fosse passata, avrebbe messo certamente in discussione l’investimento nella famosa fabbrica di zaffiro di Mesa; i politici hanno preferito tutelare i posti di lavoro dei loro concittadini, rispetto agli interessi di una piattaforma politica bigotta e retrograda.

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