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Jobs aveva messo in guardia Push Pop Press?

 
Gabriele Contilli
23 gennaio 2012
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push pop Jobs aveva messo in guardia Push Pop Press?

Ammettiamolo: la demo mostrata pochi giorni fa del nuovo iBooks e, soprattutto, dei nuovi libri di testo per iPad ci ha sicuramente fatto tornare in mente Push Pop Press, l’azienda creata da due ex-ingegneri Apple che avevano provato a rivoluzionare l’editoria proponendo un nuovo concetto di interattività e lettura. Frutto del loro lavoro, “Our Choice” la versione digitale del libro di Al Gore sui cambiamenti climatici.

Il bellissimo progetto è poi finito nelle grinfie di Facebook, rimanendo solo un bell’esperimento lasciato a metà. Eppure, qualcuno si era già accorto di loro: stando a quanto riportato in questi giorni, lo stesso Jobs avrebbe contattato l’azienda per metterli in guardia dei possibili rischi legali della loro attività.

Più precisamente, Jobs avrebbe parlato con i due soci per spiegargli che se avessero continuato a creare libri interattivi per l’App Store si sarebbero trovati di fronte a grossi guai giudiziari, dato che violavano diverse tecnologie brevettate da Apple stessa. Si tratta di una storiella tutta da verificare, ma è probabile che ci sia qualcosa di vero, del resto fu lo stesso Jobs a mettere in guardia Dropbox dell’ingresso di Apple sul mercato.

Trattandosi di una “storiella tutta da verificare”, Gruber ammette di conoscerne una versione un po’ differente e più simile a quanto già accaduto. Più che di discorsi legali, si sarebbe trattato di un più “amichevole e furbo” mettere in guardia, svelando che Apple si stava muovendo nella stessa direzione, esattamente come successo con Dropbox (o se preferite un classico, iTunes e Audion). Jobs non li avrebbe contattati per intimorirli a suon di cavilli legali, ma piuttosto per anticipargli che da lì a poco la competizione sarebbe cresciuta di livello, dato che Apple avrebbe dettato le regole dei libri interattivi su iPad invadendo il loro stesso mercato.

Comunque sia andata, i due di Push Pop Press adesso fanno parte di quel “buco nero” chiamato Facebook, e quindi non c’è più molta competizione: solo un’altra innovazione targata Apple (almeno così sembra).

[via | Daring Fireball]

 

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