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  • 25
  • mag
  • 2008

P2P e Mac: parte dodicesima. La storia del p2p

Di Michele Baratelli, in Hacking & Pirateria, Internet.
p2p storia 01 P2P e Mac: parte dodicesima. La storia del p2p
Nella puntata precedente abbiamo preso in esame il rapporto che intercorre tra utente Mac e p2p, per capire eventuali differenze dall’utente Windows e abbiamo così notato che non esiste un utente più “bravo” di un altro. Oggi vorremmo fare un po’ di storia generale sul p2p, in modo da capire meglio l’evoluzione di tale “piattaforma” fino ai giorni nostri: se ne è fatta di strada da quando si utilizzava Napster col modem a 56 Kb


Permetteteci, anche questa volta, solo una piccola precisazione prima di iniziare: tutto quello che leggerete nel presente articolo non contiene riferimenti a team o persone in particolare poiché questo “mondo” ambisce alla totale segretezza dei membri e del “lavoro” svolto. Pertanto nell’articolo ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale e frutto di fantasia.


Il primo concetto, che è ancora difficile per i nuovi utenti, è capire che le “reti P2P” e i “client P2P” che non sono la stessa cosa. Pensiamola cosi: una rete P2P è un insieme specifico di regole e di interazioni che riuniscono diversi client P2P; un client è semplicemente un computer che domanda eche interagisce con altri client attraverso la rete. L’obiettivo finale è quello di consentire a questi client di comunicare significativamente gli uni con gli altri (ad autorizzare il trasferimento di file, di solito).


Ad esempio, la prima rete P2P popolare è stata la rete di Napster. Il programma (client) Napster è stato l’unico modo per accedere ad altri utenti di Napster sulla loro rete. Questo è stato semplice e diretto e senza nessuna confusione per l’utente finale. In seguito, sono emerse reti indipendente dal “software client” e viceversa.


Proviamo a fare una sorta di catalogazione storica dei client.


1 ° generazione di client:
Come indicato in precedenza, Napster è stata la prima e originale applicazione che pubblicizzato il concetto di p2p a milioni di persone. Il modello Napster è stato un modello molto semplice e molto funzionale. Napster (la società) ha ospitato un server centrale che indicizzava tutti i file che ogni utente ha avuto in Napster. Quando si voleva trovare un determinato file, si doveva semplicemente fare “Napster search”. Il processo di ricerca semplicemente chiedeva al server centrale: “Qualcuno ha questo file?“. Il server centrale esaminava il suo elenco di file conosciuti e forniva la posizione internet degli altri utenti che avevano il file.
p2p storia 002 P2P e Mac: parte dodicesima. La storia del p2p


Il server centrale è stato un primo modello per il p2p: un modo efficiente per gestire le ricerche, e un modo efficace per mantenere il controllo sulla rete. L’unico problema è stato quando gli avvocati hanno consigliato di spegnere il server centrale, per via delle questioni legali, e ciò è stata la fine di Napster.


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2 ° generazione di client
Gnutella è stata la secondo grande rete apparsa nel mondo p2p. Dopo la scomparsa di Napster, i creatori di Gnutella hanno voluto creare una rete decentralizzata che non potesse essere spenta semplicemente disattivando un server. Nel senso più elementare, Gnutella ha lavorato collegando gli utenti ad altri utenti direttamente (senza l’utilizzo di qualsiasi server centrale). Quando è nato il client Gnutella, ci si connetteva a un certo numero di altri utenti, a ancora questi altri utenti erano collegati ad altri utenti, ecc .. in una gigantesca rete. Al fine di cercare un file, era come chiedere a tutti gli utenti collegati “hey, avete questo file?“. Che a loro volta facevano passare il messaggio a tutte le persone che a loro erano connesse. In fondo, è stato un grandissimo sistema di “passaparola“.
Il vantaggio principale di questa rete è stato che non poteva essere facilmente chiusa. Gli svantaggi sono stati molti, tra cui le lentissime ricerche e le isole di sotto-reti (utenti cioè non collegati gli uni agli altri).


p2p storia 04 P2P e Mac: parte dodicesima. La storia del p2p
3 ° generazione di client
La tecnologia, anche in questo campo, va avanti, come sempre. Hacker e programmatori hanno trovato il modo per migliorare le reti e migliorare la velocità di trasferimento di file. La rete FastTrack è stata forse la rete più famosa di questa generazione. Si può conoscere come Kazaa o Grokster o Morpheus … ma la rete era la stessa: FastTrack era il suo nome. KaZaA, Grokster e Morpheus sono i nomi dei vari client che si connettevano alla rete FastTrack. Ciò significa che gli utenti di uno qualsiasi di tali client aveva accesso ai medesimi file. La rete FastTrack aggiunse una serie di miglioramenti per le reti P2P, tra cui supernodi. Questi miglioramenti hanno contribuito alla velocità sia delle ricerche che a quelle del download.


Queste “generazioni” dei vari client e delle varie reti ci fanno capire l’evoluzione che sta dietro al mondo del p2p: evoluzione guidata da persone che hanno come ideale “la libertà dei files“. Peccato che tale libertà violi le leggi



Resta inteso che tutto questo non è e non sarà un incitamento alla pirateria informatica in nessuna delle sue forme. Riteniamo però corretto, a scopo meramente informativo, rendere partecipi i nostri lettori a un mondo tanto particolare quanto illegale come quello del p2p nelle sue varie espressioni.


Thank goes to p2pS

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Commenti:

Sono stati scritti 3 commenti su "P2P e Mac: parte dodicesima. La storia del p2p"

  1. [...] aveste letto tutte e dodici le precedenti puntate della serie “p2p e Mac” vi sarete sicuramente accorti che alla parola “p2p” si associa, magari anche [...]

  2. P2P e Mac: parte tredicesima. Quando il p2p è legale… | Dal Web

    [...] aveste letto tutte e dodici le precedenti puntate della serie “p2p e Mac” vi sarete sicuramente accorti che alla parola “p2p” si associa, magari anche solo [...]

  3. [...] provando pure a generare un utile da poter reinvestire. Abbiamo anche trattato una storia del p2p, analizzando gli strumenti tecnici che hanno portato alla formazioni di reti sempre più complesse. [...]




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