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	<title>Commenti a: Sony BMG: musica senza DRM nel 2008. Un commento</title>
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	<description>Probabilmente uno dei migliori Blog &#34;a proposito di&#34; Apple</description>
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		<title>Di: Camillo Miller</title>
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		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 10:45:33 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Walter ti rispondo da autore ( musicale, iscritto SIAE). Vorrei farti presente che in realtà l&#039;acronimo DRM significa Digital Right Management e non ha nulla a che vedere con la riproduzione. Per DRM si intendono tutti i meccanismi anticopia che non permettono all&#039;utente di effettuare talune operazioni con la musica che ha acquistato, come ad esempio masterizzarla su CD o trasferirla su tutti i riproddutori musicali o su più di cinque computer. I DRM non hanno nulla a che vedere con i diritti che vengono corrisposti agli autori. Non serve entrare nel merito di una discussione sul copyright in questo caso ( che prenderebbe un&#039;intero post. Ti dico solo che io credo molto poco nella Siae e molto più nelle nuove forme digitali di tutela dell&#039;autore come le creative commons e simili, se vuoi contattami per una discussione più estesa). I DRM sono una limitazione per gli acquirenti che fanno solamente il gioco delle Major e sono stati introdotti per convincere i dinosauri delle grandi case discografiche ad intraprendere la strada digitale nel modo più sicuro possibile. Lo stesso Steve Jobs si dice fautore di una liberazione della musica dai DRM, perchè sa che in realtà mettere in dubbio la fiducia del consumatore con circonvenzioni di questo   tipo è un&#039;arma a doppio taglio.

I famigerati DRM di SIAE, che non hanno nulla a che vedere con questi, sono una bella dose di fumo negli occhi, caro Walter, che in fondo servono solo a spillare dei gran soldi ai locali pubblici. Credo tu sappia come funziona il meccanismo di assegnazione dei diritti SIAE: il calderone di denaro che viene principalmente distribuito ai grandi nomi secondo l&#039;insulsa regola che chi vende di più avrà diritto ad un maggior rientro in termini di diritti perchè si suppone che le suo opere siano le più trasmesse, o ancora il fatto che ai piccoli autori vanno soltanto i diritti espliciti da borderò, un modulo che alla lettura ottica 90 volte su cento riporta un qualche errore ( in tal caso i proventi fluiscono nel medesimo calderone). Tutto questo in America o anche negli altri paesi europei non esiste. La commissione europea non fa che comminare sanzioni all&#039;Italia sulle questioni inerenti il diritto d&#039;autore, perché la SIAE è una sanguisuga che arricchisce soltanto gli &quot;allineati&quot; con la pretesa di difendere il diritto di tutti gli autori e bollando come pirati tutti coloro che osano criticare questo sistema antico e corporativo, tipicamente italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_2859"><p>Caro Walter ti rispondo da autore ( musicale, iscritto SIAE). Vorrei farti presente che in realtà l&#8217;acronimo DRM significa Digital Right Management e non ha nulla a che vedere con la riproduzione. Per DRM si intendono tutti i meccanismi anticopia che non permettono all&#8217;utente di effettuare talune operazioni con la musica che ha acquistato, come ad esempio masterizzarla su CD o trasferirla su tutti i riproddutori musicali o su più di cinque computer. I DRM non hanno nulla a che vedere con i diritti che vengono corrisposti agli autori. Non serve entrare nel merito di una discussione sul copyright in questo caso ( che prenderebbe un&#8217;intero post. Ti dico solo che io credo molto poco nella Siae e molto più nelle nuove forme digitali di tutela dell&#8217;autore come le creative commons e simili, se vuoi contattami per una discussione più estesa). I DRM sono una limitazione per gli acquirenti che fanno solamente il gioco delle Major e sono stati introdotti per convincere i dinosauri delle grandi case discografiche ad intraprendere la strada digitale nel modo più sicuro possibile. Lo stesso Steve Jobs si dice fautore di una liberazione della musica dai DRM, perchè sa che in realtà mettere in dubbio la fiducia del consumatore con circonvenzioni di questo   tipo è un&#8217;arma a doppio taglio.</p>
<p>I famigerati DRM di SIAE, che non hanno nulla a che vedere con questi, sono una bella dose di fumo negli occhi, caro Walter, che in fondo servono solo a spillare dei gran soldi ai locali pubblici. Credo tu sappia come funziona il meccanismo di assegnazione dei diritti SIAE: il calderone di denaro che viene principalmente distribuito ai grandi nomi secondo l&#8217;insulsa regola che chi vende di più avrà diritto ad un maggior rientro in termini di diritti perchè si suppone che le suo opere siano le più trasmesse, o ancora il fatto che ai piccoli autori vanno soltanto i diritti espliciti da borderò, un modulo che alla lettura ottica 90 volte su cento riporta un qualche errore ( in tal caso i proventi fluiscono nel medesimo calderone). Tutto questo in America o anche negli altri paesi europei non esiste. La commissione europea non fa che comminare sanzioni all&#8217;Italia sulle questioni inerenti il diritto d&#8217;autore, perché la SIAE è una sanguisuga che arricchisce soltanto gli &#8220;allineati&#8221; con la pretesa di difendere il diritto di tutti gli autori e bollando come pirati tutti coloro che osano criticare questo sistema antico e corporativo, tipicamente italiano.</p>
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		<title>Di: Walter Bassani</title>
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		<dc:creator>Walter Bassani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 09:14:35 +0000</pubDate>
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		<description>Il DRM (stando alla definizione della SIAE, la società italiana autori ed editori) viene definito &quot;Diritti Riproduzione Musicale&quot; ed è il micro stipendio dell&#039;autore. Com&#039;è possibile credere che l&#039;autore possa sopravvivere se gli viene tolto l&#039;unico riconoscimento economico del suo lavoro?  Questa è un&#039;azione che non tiene conto del rispetto verso chi crea il prodotto ed è come se una grande azienda, con la scusa che ha in magazzino milioni di prodotti da evadere togliesse lo stipendio ai suoi operai che producono il prodotto stesso; quando i magazzini saranno vuoti e le idee sfruttate fino all&#039;osso, gli operai se ne saranno andati o saranno morti di fame e ci si accorgerà che il fallimento è totale. E se fosse proprio questa la motivazione per cui la qualità della comunicazione musicale è arrivata a livelli di aberrazione mai visti prima d&#039;ora?  Quando un uomo lavora per poter comprare da mangiare, da vestire, pagare le bollette, gli affitti e per provvedere a far funzionare la famiglia (unica garanzia del nostro futuro) e come scambio riceve un atto criminale che gli porta via lo stipendio che è l&#039;unica certezza di sopravvivenza possiamo stare certi che il problema non è solo dell&#039;autore ma dell&#039;intera società che permette questo e i fatti che osserviamo ogni giorno ne sono la prova certa. La musica è una forma di comunicazione universale che aiuta gli animi ad avere momenti di felicità, lasciare che muoia senza fare nulla genererebbe solamente un&#039;arte senza vita che potremmo collocare solamente in un immeso cimitero, il cimitero della musica.  Con tanto rispetto per chi ascolta e ama la musica e i propri simili. Walter Bassani  (autore)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_2854"><p>Il DRM (stando alla definizione della SIAE, la società italiana autori ed editori) viene definito &#8220;Diritti Riproduzione Musicale&#8221; ed è il micro stipendio dell&#8217;autore. Com&#8217;è possibile credere che l&#8217;autore possa sopravvivere se gli viene tolto l&#8217;unico riconoscimento economico del suo lavoro?  Questa è un&#8217;azione che non tiene conto del rispetto verso chi crea il prodotto ed è come se una grande azienda, con la scusa che ha in magazzino milioni di prodotti da evadere togliesse lo stipendio ai suoi operai che producono il prodotto stesso; quando i magazzini saranno vuoti e le idee sfruttate fino all&#8217;osso, gli operai se ne saranno andati o saranno morti di fame e ci si accorgerà che il fallimento è totale. E se fosse proprio questa la motivazione per cui la qualità della comunicazione musicale è arrivata a livelli di aberrazione mai visti prima d&#8217;ora?  Quando un uomo lavora per poter comprare da mangiare, da vestire, pagare le bollette, gli affitti e per provvedere a far funzionare la famiglia (unica garanzia del nostro futuro) e come scambio riceve un atto criminale che gli porta via lo stipendio che è l&#8217;unica certezza di sopravvivenza possiamo stare certi che il problema non è solo dell&#8217;autore ma dell&#8217;intera società che permette questo e i fatti che osserviamo ogni giorno ne sono la prova certa. La musica è una forma di comunicazione universale che aiuta gli animi ad avere momenti di felicità, lasciare che muoia senza fare nulla genererebbe solamente un&#8217;arte senza vita che potremmo collocare solamente in un immeso cimitero, il cimitero della musica.  Con tanto rispetto per chi ascolta e ama la musica e i propri simili. Walter Bassani  (autore)</p>
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