P2P e Mac: parte undicesima. L’utente Mac e il p2p.

di Michele Baratelli 4

Dopo che la settimana scorsa abbiamo parlato della legislazione italiana sul p2p, sapete a cosa andate incontro se siete degli assidui downloader. Sempre in previsione delle recensioni dei maggiori programmi p2p per Mac, oggi vorremmo analizzare come l’utente Mac si pone nei confronti del p2p. In sostanza, l’utente Mac è più legato al p2p dell’utente Windows?


Permetteteci, anche questa volta, solo una piccola precisazione prima di iniziare: tutto quello che leggerete nel presente articolo non contiene riferimenti a team o persone in particolare poiché questo “mondo” ambisce alla totale segretezza dei membri e del “lavoro” svolto. Pertanto nell’articolo ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale e frutto di fantasia.


Ogni utente, in quanto persona, è unico: non vogliamo generalizzare o quant’altro. La nostra intenzione odierna è quella di capire quanto l’utente medio Mac sia legato al download illegale di files tramite il p2p e, a tale fine, proponiamo il confronto con l’utente medio Windows. Questa operazione non ha quindi lo scopo di decretare l’utente medio più onesto: vorremmo solo capire se esistono differenze e, se la risposta fosse affermativa, vorremo capirne le motivazioni.


Le differenze tra gli utenti Mac e Windows non crediamo siano da ricercare nel download di files multimediali quali film oppure cd musicali: ogni utente scaricherà files multimediali in base alle proprie preferenze e interessi. L’ultimo film di Muccino, oppure l’ultimo album di Madonna fanno gola a tutti e la possibilità di averli in maniera gratuita è comune alle due tipologie di utenti.


Inoltre, nelle puntate precedenti abbiamo spesso fatto la distinzione tra due principali mondi del p2p: quello professionale e quello amatoriale. Nel mondo professionale del filesharing è davvero difficile trovare un utente che usi un sistema Mac come computer principale: tutti i programmi che si utilizzano per i vari trasferimenti sono generalmente per Windows. Per di più nei computer utilizzati come “magazzini virtuali di files” viene solitamente installato un sistema Linux.


Anche il mondo amatoriale del p2p, inteso come server o canali Irc, è generalmente tenuto in piedi da computer con sistema operativo Windows: crediamo che questo sia dovuto al fatto che i programmi per la gestione di tali “mondi” siano creati quasi appositamente per Windows, se non addirittura per Linux. Dunque, anche la gestione del mondo amatoriale è basata quasi esclusivamente su sistemi operativi Windows: non è da escludere che poi questi siano solo dei computer dedicati e che i computer “personali” siano invece dei Mac.


Il campo in cui è possibile capire una reale ma grossolana distinzione tra i due diversi utenti è quella del download del software: qui possiamo notare le differenze più significative. L’utente Mac è noto per essere fedele al software originale: probabilmente la politica dei prezzi contenuti e la completezza sistema operativo di casa Apple favoriscono gli acquisti. L’utente Windows invece, trovando nel sistema operativo una ottima base ma con pochi strumenti, è costretto ad acquistare numerose e svariate applicazioni per poter sfruttare le potenzialità. Probabilmente è anche per questo motivo che l’utente Windows è più legato al download del software, motivato ancora di più dal continuo aumentare dei prezzi.


Un fatto ci ha colpito tantissimo: negli ultimi tempi si trovano, molto più di qualche anno fa, programmi per Mac (ad esempio iWork) e addirittura il sistema operativo Leopard, il giorno stesso della sua uscita, nelle reti p2p. Questo crediamo sia dovuto al migrare continuo di utenti Windows verso computer Mac: probabilmente devono affezionarsi a mamma Apple per sentire l’esigenza di premiare la continua evoluzione dei prodotti con i propri acquisti.


Per concludere: l’utente Mac è affezionato quanto l’utente Windows al download di files illegali. Non esiste quindi un utente più bravo di un altro e la continua e qualitativamente elevata presenza di files multimediali piratati certamente non contribuisce alla fine di questa piaga. Negli ultimi periodi stanno approdando per Mac tanti e diversi programmi per il p2p, segno che la comunità Mac non è più una realtà di nicchia: nelle prossime puntate ne parleremo approfonditamente.


Resta inteso che tutto questo non è e non sarà un incitamento alla pirateria informatica in nessuna delle sue forme. Riteniamo però corretto, a scopo meramente informativo, rendere partecipi i nostri lettori a un mondo tanto particolare quanto illegale come quello del p2p nelle sue varie espressioni.