Le vecchie icone Mac dello sketchbook di Susan Kare

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Il Team Macintosh - Susan Kare è nascosta dietro la ragazza col completo rosa

Il reporter di Wired Steve Silberman ha pubblicato sul suo blog NeuroTribes un post interessantissimo che ripercorre la nascita delle icone bitmap del primo Macintosh a partire dagli schizzi dello sketchbook di Susan Kare.
Kare, per chi non la conoscesse, è una dei membri originari del Team Macintosh, il gruppo di “pirati” che nella prima metà degli anni ’80 Steve Jobs aveva raccolto attorno a se per creare il computer che, nella sua visione, avrebbe dovuto rivoluzionare totalmente l’industria informatica.
Nello sketchbook originale dell’artista, che approdò Apple tramite l’amico Andy Hertzfeld, si riconoscono le prime prove di quelle che diverranno icone conosciutissime e veri e propri standard visivi della comunicazione mediata dal computer. [Galleria fotografica a fine articolo]

Nelle pagine a quadretti del quaderno di Susan prendono forma icone bitmap elementari eppure perfettamente comprensibili, pronte per essere trasformate in sequenze di bit. C’è la mano aperta che diventerà lo standard dell’azione nota come “panning”, e ancora il puntatore con… l’indice puntato, il pennello, le forbici, lo stivale che schiaccia lo scarafaggio ad indicare il debug, lo stivale per richiamare il boot del sistema. Forme elementari che nascevano colorando (con un pennarello nero o un evidenziatore rosa fluorescente) una griglia di quadretti su un foglio di carta.

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Il percorso artistico che Susan Kare seguì in quel periodo ha qualcosa di straordinario ed è uno degli esempi più lampanti di come già allora Steve Jobs aspirasse fortissimamente ad una fusione fra le arti liberali e l’ingegneria, l’una e l’altra complementari per creare innovazioni che gli artisti e gli ingegneri, ciascuno nella propria nicchia, non avrebbero mai potuto creare da soli. Quelle icone sono piccole grandi opere d’arte contemporanea che hanno contribuito all’evoluzione delle interfacce informatiche con un apporto che un’intera squadra di ingegneri non avrebbe mai potuto fornire.

Kare iniziò successivamente a lavorare in digitale, una volta che ebbe a disposizione il software per farlo. Scrive Silberman:“Una volta che fu sviluppato un software che permettesse a Kare di fare brainstorming direttamente in digitale, iniziò a pescare idee ovunque: storia dell’arte asiatica, i gadget e i giochi da geek che affollavano gli spazi di lavoro dei suoi colleghi e i simboli grafici che durante la Grande Depressione i vagabondi disegnavano col gesso sui muri per segnalare la direzione verso una casa i cui occupanti fossero ben disposti e accoglienti. Il simbolo che ancora oggi sta sul tasto command di ogni computer Apple (un castello stilizzato visto dall’alto) era utilizzato comunemente nei campeggi svedesi per segnalare una destinazione panoramica.”

L’articolo di Silberman è una lettura vivamente consigliata.
Link:
The Sketchbook of Susan Kare, the Artist Who Gave Computing a Human Face